CURVA GLICEMICA: VALORI NORMALI E RISULTATI DELL’ESAME DA CARICO

A cosa serve l’analisi della curva glicemica? Quali sono i valori normali e come si esegue l’esame da carico di glucosio. Scopriremo per quali patologie ed in quali casi viene utilizzata.

 


Indice Articolo:

  1. Che cos’è?
  2. Valori normali ed esami associati.
  3. Quando si esegue
  4. Come si esegue
    1. Preparazione
    2. Esecuzione dell’esame
    3. Interpretazione dei risultati
  5. Terapia
  6. Opinioni e commenti

Che cos’è la curva glicemica?

La curva glicemica, chiamata più correttamente curva da carico orale di glucosio, è un esame del sangue che serve a valutare il corretto metabolismo del glucosio nell’organismo. Si esegue quando vi è un sospetto caso di diabete di tipo 1, di tipo 2, gestazionale, ridotta tolleranza al glucosio o di iperglicemia a digiuno. Consiste in una serie di prelievi per misurare la glicemia (la quale se il metabolismo del glucosio funziona correttamente viene mantenuta entro certi valori dall’insulina) che vengono effettuati ad intervalli orari ben precisi dopo l’ingestione di una quantità prestabilita di glucosio.

Vediamo quali sono i normali valori dell’esame e gli interventi associati.

Quali sono i valori normali e gli esami associati?

I valori di glicemia che definiscono i quadri di normalità o di patologia sono definiti dall’associazione americana diabetici (ADA) e dall’organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Tali valori di glicemia sono definiti nel seguente modo:

  • Normali: la glicemia risulta essere normale quando a digiuno ha un valore inferiore a 110 mg/dl e dopo due ore dall’assunzione del glucosio ha un valore inferiore a 140 mg/dl. Questi valori rappresentano la normalità di una curva glicemica basale.
  • Alterata: si parla di alterata glicemia a digiuno quando i valori sono compresi tra 110 e 126 mg/dl a digiuno e al di sotto di 140 mg/dl dopo due ore
  • Ridotta: siamo in presenza di ridotta tolleranza ai carboidrati quando i valori a digiuno sono al di sotto di 126 mg/dl e i valori dopo due ore sono compresi tra 140 e 200 mg/dl.
  • Diabete: si parla di diabete quando i valori di glicemia a digiuno superano i 126 mg/dl e quelli dopo due ore superano i 200 mg/dl.
  • Ipoglicemia: si parla di ipoglicemia quando la glicemia è al di sotto di 60 mg/dl.
Curva glicemica in gravidanza per la diagnosi del diabete gestazionale.

Leggermente diversi sono i valori della glicemia da considerare in una donna in gravidanza, difatti si può già porre diagnosi di diabete gestazionale quando i valori della glicemia a digiuno superano i 92 mg/dl e quelli della glicemia dopo un’ora e due ore dall’assunzione del glucosio superano rispettivamente i 180 mg/dl e i 153 mg/dl. Questi valori per la gravidanza sono da considerarsi puramente indicativi in quanto per lo screening del diabete gestazionale vengono applicati dei particolari protocolli che variano da regione a regione.

Una curva glicemica completa si associa a un altro esame, la curva insulinemica la quale indica i livelli d’insulina nel sangue prima e dopo l’assunzione del glucosio. In questo caso si parte da un valore basale compreso tra 0,25 e 0,96 ng/mol e la curva ha il seguente andamento:

  • In un soggetto sano i valori basali di insulina, dopo un’ora dall’ingestione di glucosio, sono più alti di circa 3 – 6 volte rispetto ai livelli basali.
  • In soggetti che si trovano in uno stato di malattia pre diabetica o che sono fortemente obesi, i valori sono alti 5 – 10 volte in più rispetto ai valori basali.
  • Soggetti affetti da diabete di tipo 1 non avranno nessuna risposta insulinica o questa risulterà molto bassa, mentre nel diabetico di tipo 2 i valori saranno al pari del soggetto normale ma il picco insulinico (cioè la risposta dell’insulina che si ha subito dopo l’ingestione di glucosio) verrà raggiunto molto tardi.
  • Se siamo in presenza di tumori secernenti insulina, come l’insulinoma, avremo valori di insulinemia molto alti.

Ma quando si esegue questo esame?

Quando e perchè si esegue la curva da carico orale di glucosio?

La curva da carico orale di glucosio viene consigliata a tutti quei soggetti che manifestano i sintomi del diabete o dell’ipoglicemia, oppure a quei soggetti che vengono considerati come a rischio per fattori predisponenti alla patologia diabetica. È quindi consigliata:

  • Soggetti obesi o in forte sovrappeso: che presentano anche ipercolesterolemia e che hanno quindi un alto rischio di sviluppare diabete di tipo 2.
  • Donne in gravidanza: al fine di prevenire o diagnosticare l’insorgenza di diabete gestazionale.

Approfondisci cosa è e quali sono i rischi del diabete gestazionale.

  • Crisi ipoglicemiche: in questo modo, associando l’esame ad una curva insulinica, sarà possibile comprendere se si tratta di tumori secernenti insulina o di altre patologie.
  • Diabete di tipo 1: (sete intensa, crisi ipoglicemiche, poliuria). In questo caso si associa anche la curva insulinica.
  • Donne affette da poliabortività: per comprendere se i ripetuti aborti possano dipendere da alterazioni metaboliche.
  • Sindrome dell’ovaio policistico: per tenere sotto controllo i valori di glicemia, dato che tale patologia spesso causa iperglicemia a digiuno o ridotta tolleranza ai carboidrati.

Come si esegue l’esame?

La curva da carico orale di glucosio è un esame facile da eseguire ma prevede il rispetto di alcune regole, sia prima che durante l’esecuzione dell’esame, molto importanti da seguire al fine di ottenere i risultati corretti e di non incorrere in alterazioni dei risultati che possono portare ad un ritardo nella diagnosi.

Come si esegue la curva glicemica

La preparazione: può iniziare 3 giorni prima del test.

La preparazione alla curva glicemica è molto importante e inizia a partire da almeno tre giorni prima dell’esecuzione dell’esame. Il paziente per prepararsi in maniera ottimale deve nei tre giorni che precedono l’esame:

  • Sospendere farmaci: che possano interferire con il metabolismo glucidico. Tra questi farmaci abbiamo alcuni antibiotici, ormoni tiroidei, alcune vitamine, i miorilassanti ad azione centrale, immunosoppressori e molte altre categorie di farmaci. Vanno comunque assunti i farmaci salvavita.
  • Continuare a svolgere attività fisica: normalmente qualora questo faccia parte della sua routine quotidiana.
  • Dieta senza restrizioni: che preveda di assumere almeno 150 – 200 g di carboidrati al giorno.
  • Altro: inoltre il paziente prima di eseguire il test deve essere a digiuno da almeno 8 ore ma da non più di 12 -14 ore per evitare di alterare il metabolismo del glucosio. Sarà quindi necessario calcolare, in base all’orario del primo prelievo, quando mangiare la sera prima.

L’esecuzione dell’esame: diversi prelievi ad intervalli regolari.

La curva glicemica consiste, a livello pratico, nell’esecuzione di una serie di prelievi (che vanno da un numero minimo di due a un numero massimo di sei) che servono a stabilire i valori di glicemia prima e dopo l’assunzione di una certa quantità di glucosio.

L’esame si svolge in questo modo:

  • Primo prelievo: definito prelievo basale che stabilisce il tempo 0 dell’esecuzione dell’esame, è quello che si esegue a digiuno e che serve a valutare il valore della glicemia a digiuno. Se tale valore risulta superiore a 126 mg/dl non si procederà con l’esame poichè si è già in presenza di un valore alterato e bisognerà eseguire ulteriori indagini.
  • Risultato del primo prelievo: se il primo prelievo ha dato un risultato inferiore a 126 mg/dl si somministrano al paziente, per via orale, di solito 75 g di glucosio. La soluzione che il paziente dovrà assumere è formata dai 75 g di glucosio sciolti in circa 300 ml di acqua. Il paziente ha massimo 5 minuti per bere tutta la soluzione in modo che il metabolismo del glucosio possa essere misurato in maniera corretta.
  • Tempistica degli altri prelievi: il medico, in base alle necessità, stabilisce la tempistica degli altri prelievi e quindi la durata dell’esame. Comunemente si effettua una curva glicemica in due tempi, e il secondo prelievo viene eseguito due ore dopo l’ingestione del glucosio. Tuttavia è possibile aumentare il numero di prelievi ed eseguirli ogni mezz’ora, un’ora, un’ora e mezzo, due ore, tre ore arrivando così ad un totale, compreso il prelievo basale, di sei prelievi.
Durante il test: altre norme da rispettare.

Tra un prelievo e l’altro il paziente non può mangiare, e dovrebbe muoversi il meno possibile per evitare di bruciare gli zuccheri ingeriti.

Se alla curva glicemica si associa la curva insulinica i prelievi che si eseguono sono gli stessi e seguono quindi l’andamento del test di carico orale di glucosio.

Per quanto riguarda la gravidanza, l’esame va eseguito tra la 24 esima e la 28 esima settimana (tra il quinto e il settimo mese circa) e che non presenta nessuna controindicazione per il  feto.

Ora vediamo con che metodo vengono interpretati i risultati.

Interpretazione dei risultati dell’analisi della curva da carico di glucosio.

Interpretare i risultati di una curva glicemica è abbastanza semplice in quanto, come precedentemente accennato, vi sono degli intervalli di riferimento per valori normali al di sopra o al di sotto dei quali la curva viene considerata alterata.

Possiamo riassumere l’interpretazione dei risultati nel seguente modo:

  • La curva glicemica è normale: quando la glicemia è inferiore a 110 mg/dl a digiuno e inferiore a 140 mg/dl dopo due ore dall’ingestione del glucosio.
  • La curva glicemica è bassa: quando si ha un valore di glicemia a digiuno inferiore a 60 mg/dl. In questo caso sarà consigliabile una curva insulinica per determinare la presenza d’iperinsulinemia e comprenderne le cause.
  • La curva glicemica risulta alta: quando il valore di glicemia a digiuno è superiore a 110 mg/dl e dopo due ore è compreso o supera i 140 – 200 mg/dl.
  • In gravidanza una curva glicemica è normale: quando la glicemia a digiuno è al di sotto di 90 mg/dl e dopo due ore è al di sotto di 150 mg/dl, mentre risulta alta quando i valori a digiuno e dopo due ore superano, rispettivamente i 92 mg/dl e i 153 mg/dl.
Risultati alterati: cosa può determinare falsi positivi o negativi.

Talvolta vi possono essere però dei risultati alterati, come per esempio curva glicemica piatta, falsi positivi o falsi negativi. Tali alterazioni dei risultati possono essere determinate da alcune condizioni che rappresentano una controindicazione all’esecuzione della curva, come per esempio la presenza d’ipertiroidismo, d’infezioni acute, di sindromi da malassorbimento, di patologie come l’acromegalia oppure in coloro che assumono farmaci che interferiscono con il metabolismo del glucosio e dell’insulina come per esempio calcio antagonisti, alcuni antipertensivi, alcuni antibiotici e alcuni antiaritmici. Per esempio la gravidanza o particolari forme di diabete di tipo 2 possono alterare i risultati della curva glicemica dando rispettivamente falsi positivi e falsi negativi, mentre un insulinoma (un tumore secernente insulina) può dare curva glicemica piatta a causa dell’eccessiva secrezione di insulina.

Vediamo ora quali sono le norme e quali terapie si possono utilizzare.

Terapia: dipende dai risultati.

Se dopo l’esecuzione dell’esame si hanno valori alterati, cioè alti o bassi rispetto ai valori normali, il medico dovrà approfondire con altri esami al fine di formulare una corretta diagnosi che porti alla corretta terapia. Le cure quindi dipendono dai casi e vanno sempre stabilite dal medico, ma è possibile dire genericamente che:

  • Nel caso in cui la curva glicemica evidenzi un diabete di tipo 1 o insulino dipendente, la terapia prevede la somministrazione di insulina almeno tre volte al giorno per via sottocutanea.
  • Nel caso si evidenzi un diabete di tipo 2 o un diabete gestazionale la terapia prevede una correzione dell’alimentazione e dello stile di vita. Si consiglierà al paziente di assumere nella propria dieta cereali integrali (pane, pasta e riso integrali i quali contengono molte fibre e aiutano sia ad evitare bruschi aumenti glicemici che a sentire prima il senso di sazietà) e alimenti a basso indice glicemico (come per esempio fagioli, piselli, alcuni tipi di frutta come le albicocche, alcune verdure come gli spinaci, le zucchine e i peperoni) ed inoltre verrà consigliato di praticare attività fisica.
  • Nel caso di curva glicemica piatta causata da insulinoma, la terapia sarà di tipo chirurgico perchè il tumore deve essere rimosso per ristabilire la corretta secrezione di insulina.

Inoltre è necessario seguire alcune regole pratiche per combattere alcuni disturbi.

Le regole pratiche per combattere gli effetti collaterali dell’esame della curva glicemica.

La curva da carico orale di glucosio non è un esame pericoloso e non presenta particolari effetti collaterali, possono comunque verificarsi sensazioni di nausea, malessere generale e vomito dovute all’ingestione della soluzione glucosata. Talvolta possono manifestarsi mal di testa e sensazione di svenimento causati da un abbassamento repentino della glicemia, ma si risolvono somministrando una certa quantità di carboidrati al fine di ristabilire la giusta concentrazione plasmatica di glucosio. È del tutto falsa la convinzione che tal esame faccia ingrassare perchè si assume glucosio puro. L’esame può essere eseguito presso tutti i laboratori di analisi che eseguono tale procedura e anche presso gli ospedali o i centri privati. I costi dipendono da dove si esegue l’esame, così come il pagamento del ticket che varia da regione a regione (per esempio una curva glicemica eseguita in gravidanza con ticket può avere un costo che varia da 2,50 a 6 euro, ma in alcune regioni è prevista l’esenzione).

Una curiosità: è possibile eseguire una curva glicemica “fai da te” se si possiede a casa una macchinetta per misurare la glicemia. Tuttavia non è consigliabile poichè, i risultati potrebbero non essere precisi come quelli del laboratorio.

L’esame della curva glicemica si esegue quando si ha un sospetto di patologie legate al metabolismo del glucosio e si esegue in soggetti obesi, in donne con ovaio policistico o poliabortività. Sarà il medico in base hai risultati, a scegliere la terapia più idonea che fa al vostro caso.

Supervisione: Vincenzo Angerano Collaboratori: Dott.ssa Margherita Mazzola (Biologa – Nutrizionista) – Dott.ssa Alessia Paolini